Intervento per la riduzione del comportamento di ingestione di materiali non edibili attraverso l’applicazione del Rinforzo Non Contingente

Silvia Maria Sperandio e Giovanni Miselli - Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro Onlus

Articolo tratto da Giornale Italiano dei Disturbi del Neurosviluppo, Volume 5, numero 3, dicembre 2021

Abstract

Un comportamento di ingestione di una o più sostanze non nutritive e non alimentari per un periodo di tempo di almeno un mese è la definizione che il DSM 5 dà di picacismo.

Il picacismo è tra i disturbi alimentari più frequenti in persone con disabilità intellettiva e dello sviluppo. Nel presente case report è stato analizzato il comportamento pica in una bambina di 6 anni con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico.

Differenti episodi di ingestione di materiali non edibili registrati dai caregivers nei contesti di vita hanno dato origine all’ipotesi di picacismo. L’analisi funzionale ha rilevato una funzione di rinforzo automatico. L’intervento di seguito proposto, di natura comportamentale, ha riguardato l’applicazione della procedura del Rinforzo Non Contingente (RNC), congiuntamente a: Environmental Enrichment (EE), manipolazione dell’effort della risposta, blocco della risposta con reindirizzamento e time-out. Nella letteratura più recente il RNC, proposto all’interno di un trattamento a componenti multiple, è uno degli interventi non aversivi più utilizzati per il trattamento dei comportamenti autostimolatori.

Dopo 10 sessioni di baseline, seguite da una fase di assessment delle preferenze per l’individuazione di uno stimolo commestibile competitivo con il materiale non edibile scelto per il trattamento, il didò, si avvia l’intervento, articolato in 50 sessioni. In ognuna, il materiale didò è presentato accompagnato da un pica box contenente lo stimolo competitivo. In fase iniziale il box viene riempito continuamente; dopo aver ottenuto una stabilità per 5 sessioni consecutive a 0 comportamenti di ingestione, la presenza dello stimolo edibile viene ridotta attraverso l’utilizzo della procedura di RNC, introducendo gradualmente intervalli di tempo Fixed Time (a partire da 8, fino ad arrivare a 600 secondi). Si utilizzano in abbinamento le procedure punitive del blocco della risposta con reindirizzamento nei casi in cui la bambina porti il didò alla bocca alla presenza del pica box, e del time-out nel caso in cui questo comportamento si manifesti durante gli intervalli. Nel corso del trattamento, il comportamento di ingestione del didò si è estinto ed è, inoltre, comparso un comportamento funzionale di gioco.

È seguita una fase di generalizzazione in Natural Environmental Teaching (NET) nel contesto di trattamento e a scuola.

In ottica di un’ulteriore generalizzazione, si prevede l’utilizzo di una procedura similare per intervenire sull’assunzione di altri materiali non edibili da parte della bambina.

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